Compagni di tassa

“Il presidente del Consiglio non dovrebbe inventarsi nemici su cose inesistenti come la patrimoniale. Questa tassa non la vuole nessuno ed è inutile che Berlusconi dica di volersi fare garante contro questo genere di tassazione”. Le parole tra virgolette sono state ripetute anche ieri da diversi volti illustri dell’opposizione – in primis Pier Ferdinando Casini – e rappresentano uno dei tanti rilievi ricevuti dal Cav. per il piano sulla crescita suggerito due giorni fa sulle colonne del Corriere della Sera.
11 AGO 20
Immagine di Compagni di tassa
La battaglia sulla patrimoniale non esiste? A guardare come stanno le cose all’interno del Pd l’impressione sembra essere davvero diversa. In molti forse non se ne sono accorti, ma da qualche settimana è in corso tra i democratici un dibattito notevole proprio attorno alla proposta di tassazione sul patrimonio suggerita la scorsa settimana da Giuliano Amato e da Pellegrino Capaldo sempre sul Corriere della Sera. In particolare, lo scorso 22 gennaio, durante la due giorni del Lingotto di Torino, è stato Veltroni ad ammettere quanto – per tentare di ridurre entro il 2020 il debito pubblico del paese di 40 punti di pil – fosse necessario “un contributo straordinario a carico del 10 per cento delle famiglie che detiene il 46 per cento del patrimonio privato del paese”.
Il concetto – ribadito ieri sul Riformista dal senatore pd Pietro Ichino – in questi giorni è stato criticato da tutto il gruppo degli economisti che ruota attorno a Bersani, scatenando persino una vivace polemica all’interno del partito. “Chi parla di patrimoniale – ammette Stefano Fassina, responsabile economico pd – non si rende conto che si tratta di una proposta iniqua e sbagliata. Oggi il premier non ha la credibilità per proporre un tema del genere ma sarebbe un errore non ammettere che almeno su questo Berlusconi non ha torto: perché basta guardare nel Pd per capire che gli amici della patrimoniale non sono un’invenzione del presidente del Consiglio”.